Per chi vuole fare analisi sulla sua salute non è raro venire
informato che ‘deve operarsi’, per un qualsiasi problema.
la relazione medico-paziente è del tipo che vede il paziente dover
credere al medico, ma negli ultimi anni si assiste invece ai medici
che -a loro dire- sono diventati dattilografi dei referti che le varie
macchine che stampano le analisi indicano. Per questo motivo quasi
tutti i medici sono impegnati da accumulare danaro e basta. Non c’è
niente che assomigli a uno ‘spirito di servizio’, quasi osceno il citarlo.
non c’è più nessuna idealità e neppure ideologia da seguire e parlare
del giuramento di Ippocrate è un’altra scempiaggine. Per questo motivo
non appena vedono un paziente che accetterebbe di fare una chirurgia
qualsiasi, dove si guadagna un sacco di soldi, loro la suggeriscono.
Ma è ancora più miserabile l’elenco delle visite che fanno i così detti
‘luminari’, dove devono visitare dai 10 ai 15 pazienti riservandogli dai
10 ai 15 minuti per stare nelle poche loro ore di lavoro. Naturalmente,
oltre a chiedere inutili analisi, gli errori sono più che facili poiché non
si può certo ascoltare quello che dice il paziente e neanche vedere se è
differente da un altro paziente, se l’analisi è di un momento particolare
del fisico del paziente, se il paziente ha un fisico che reagisce in modo ben
diverso da un altro, se il paziente seguirà quello che gli si sta dicendo in tutta
fretta pe far entrare il prossimo , etc.., etc.. Quello che si vede è che sia negli
ospedali che nei laboratori di analisi privati ci si trova dentro a delle vere
‘boutiques’ di alta moda, il lindore ed il bianco è quasi accecante, le macchine
sono quasi sempre nuove, costosissime e d’importazione. Altro che giuramento
di Ippocrate lo sfruttamento del dolore del paziente fa venire spontanea la domanda:
‘ma a 250 euro a visita da un, solitamente professore così detto ‘luminare’, 10-15 visite
in una manciata di ore fanno un sacco di quattrini. Cosa ne faranno di tutti quei soldi?’+